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FINALISTI 2014 PDF Stampa E-mail

 

Questi i finalisti selezionati dalla Giuria.
VIII
edizione - anno 2014:


Silvia Avallone, Marina Bellezza (Rizzoli)

Marco Cubeddu, C.U.B.A.M.S.C. Con Una Bomba A Mano Sul Cuore (Mondadori)

Claudia Durastanti, A Chloe, per le ragioni sbagliate (Marsilio)

Antonella Lattanzi, Prima che tu mi tradisca (Einaudi)

Sara Lorenzini, 45 mq - La misura di un sogno (Mondadori)

Paolo Piccirillo, La terra del sacerdote (Neri Pozza)





 

Silvia Avallone, Marina Bellezza (Rizzoli)

BIOGRAFIA

Silvia Avallone è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna, dove si è laureata in Filosofia e specializzata in Lettere.

Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di poesia “Il libro dei vent’anni” (Ed. della Meridiana), vincitrice del premio Alfonso Gatto sezione giovani. Sue poesie e racconti sono apparsi su “Granta” e “Nuovi Argomenti”. Ha scritto per il “Corriere della Sera” e per “Vanity Fair”. Con il suo romanzo d’esordio “Acciaio” (Rizzoli, 2010) ha vinto il premio Campiello Opera Prima, il premio Flaiano, il premio Fregene, e si è classificata seconda al premio Strega 2010. Il romanzo è stato tradotto in 22 lingue e in Francia, con “D’Acier”, ha vinto il Prix des lecteurs de L’Express 2011. Da “Acciaio” è tratto il film omonimo, per la regia di Stefano Mordini, con Michele Riondino e Vittoria Puccini, prodotto da Palomar.

http://www.silviaavallone.it/

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Marina Bellezza

Marina ha vent’anni e una bellezza assoluta.

È cresciuta inseguendo l’affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all’ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla. Se con Acciaio Silvia Avallone aveva anticipato la fine di un benessere che credevamo inesauribile, con questo romanzo ci dice che il destino non è già segnato e la vera rivoluzione sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra pezzo per pezzo, senza mai arretrare, perché anche se scalzi, furiosi e affamati, è certo che ce la faremo. Le regole del gioco sono cambiate quando i padri hanno divorato il futuro dei figli.

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