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Alessia Gazzola - “L'Allieva” ed. Longanesi

BIOGRAFIA
gazzolaAlessia Gazzola ha 27 anni e vive a Messina. Nella vita è anatomopatologa, L’allieva è il suo primo romanzo. La sua scrittura è sagace e fortemente cinematografica. Data la fortuna del genere, sia in letteratura che in campo televisivo (ricordiamo serie come C.S.I., RISDelitti imperfetti, Bones), sicuramente L’allieva sarà un titolo di grande successo e chissà che qualche regista non voglia prendere spunto dalla verve della protagonista per riempire le sale di spettatori entusiasti. Il fascino che la medicina forense esercita su un gran numero di lettori non è mai tramontato. La fortuna del genere è stata scritta dalle donne. Tess Gerritsen, Patricia Cornwell e Kathy Reichs sono solo i nomi più famosi. I loro personaggi hanno tratti inevitabilmente seriali e anche nell’Allieva la protagonista Alice Allevi ha tutte le caratteristiche per diventare un’eroina a cui il pubblico si affezionerà inevitabilmente.


copertina_gazzola"L'Allieva"
Alice Allevi è una giovane specializzanda di medicina legale. La sua vita è costellata di piccoli inferni quotidiani. Nell’istituto in cui lavora non è vista di buon occhio, da quella volta in cui si incise per sbaglio un pollice nel tentativo di sezionare un bulbo oculare. Da allora la direttrice l’ha presa di mira e Alice rischia di ripetere l’anno. In aggiunta a ciò deve anche tentare di capire se il suo collega e superiore Claudio, un belloccio dal ciuffo importante e con la faccia da tombeur de femmes, ha deciso o meno di aiutarla a superare i suoi piccoli problemi professionali, lasciando fuori le questioni sentimentali in cui lei ha così tanto talento nell’impelagarsi. Per completare il quadro ha una coinquilina giapponese in Erasmus che sembra fuoriuscire da un manga e che la tiene sveglia per ricordarle che quando si è giovani si vive di notte. In questa routine si inserisce un omicidio. Tutto normale per un istituto di medicina legale, se non fosse per il fatto che Alice ha conosciuto la vittima il giorno prima che morisse. Si tratta di Giulia Valenti, figlia della buona borghesia romana: bella, chic e tossicodipendente. Sembrerebbe ruotare tutto intorno a un cliché, ma Alice è convinta che ad un puzzle così ben congegnato manchi qualche tassello. Pare infatti che la ragazza non si sia bucata da sola. La morte di Giulia diventerà un’ossessione per Alice e, forse, l’occasione per il suo definitivo riscatto professionale.



 
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