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Nato
e cresciuto a Torino 35 anni fa,
città nella quale vive
attualmente, nei pressi del Mercato
di Porta Palazzo.
E' autodidatta: nel senso che
i suoi studi sono stati saltuari
e infruttuosi.
Dopo aver lasciato la scuola si
è impegnato in lavori di
vario genere, poi ha fatto il
militare nel Genio Ferrovieri,
dopodiché ha iniziato a
lavorare "sul serio",
anche se sempre a livello precario
(e qui sappiamo già dove
e come), facendo un pò
di tutto: dal lavoro in fabbrica,
l'impiegato in un call center,
e, per arrotondare, anche lo scaricatore
di frutta al mercato.
Nonostante
si sia praticamente fermato alle
scuole medie, scrive e divora
libri da sempre, da quand'era
un bambino di 10 anni...
Ha una predilezione per la grande
narrativa nordamericana del Novecento:
sui vari Hemingway, Faulkner,
Fante e Bukowski (i suoi autori
di culto), Carver s'è formato
il suo gusto personale.
Altra grandissima passione è
il cinema: tutto, ma anche qui
c'è una predilezione per
una narratività forte,
per un andamento da storyteller...
e dunque Scorsese (specie i primi
film), Coppola ecc.
Adora anche la commedia, perfino
quella disimpegnata ed edonista
degli anni Ottanta, che ha reso
celebre un gruppetto di attori
allora noto come "Brat Pack"
(Rob Lowe, Andrew McCarty, il
giovane Robert Downey Jr., una
giovane Demi Moore, Ally Sheedy
ecc. ecc... Un gruppetto, tra
l'altro, assai legato a certi
scrittori "cantori"
di quel decadente e scintillante
periodo, come Jay McInerney e
Bret Easton Ellis). nota mia:
infatti il titolo a cui lui aveva
pensato per il romanzo era "St
Elmo's Fire", "I fuochi
di Sant'Elmo", che era il
titolo del film manifesto di quel
periodo e di quegli interpreti.
Non a caso, il suo blog si chiama
proprio "I fuochi di Sant'Elmo".
Convive
con Carlotta, la sua "quasi
moglie"... e proprio al cinema
si sono conosciuti (il film era
"Le vite degli altri").
Si definisce 'un ragazzo con dei
valori'.
E'
claustrofobico, agorafobico, ha
paura del treno, dell'aereo, viaggia
solo in macchina o a piedi. Insomma,
è "fobico" a
prescindere. Scrive tutti i giorni.
Non ha la TV.
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