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Hai scritto “Più male
che altro” perché...
“Perché non ne potevo fare a meno.
Anche se a volte mi chiedo
cosa ne pensino gli alberi
dell'Amazzonia, della necessità di
uno scrittore di scrivere,
consumando pagine su pagine”.
Fra 10 anni sarai…
“Un quarantenne
disperato, un co.co.pro, un tifoso
di una squadra di calcio che avrà
vinto la Champions (il Napoli)
quattro volte e, se Dio lo vorrà,
uno scrittore vero”.
Un tuo pregio e un
tuo difetto…
“Inquadro quasi
subito una persona (il pregio) e
inquadro quasi subito una persona
(il difetto)”.
La cosa che più odi
al mondo...
“La banalità”.
Non ti scorderai mai
quella volta che…
“Vidi Kitt, la
macchina di Supercar, in esposizione
all'Euromercato di Casoria”.
L’ora più lunga della
tua vita…
“Non ne ho idea. Però
so qual è la più breve: quella
dell'aperitivo”.
Il viaggio più bello…
“A Berlino nel 2005.
Quando due persone si trovano da
sole, tra sè e nel mondo,
perfettamente. Un'esperienza rara,
direi unica”.
Fu vera gloria quella
volta che…
“….durante una
partita di pallavolo dei giochi
della gioventù, al liceo, diedi uno
schiaffo al giudice di linea, che
era il professore di educazione
fisica della scuola ospitante. A
fine partita, nonostante la
sconfitta, fui portato in trionfo da
tutti gli studenti di quella
scuola”.
Dopo te stesso,
l’autore preferito…
“Jonathan Franzen”.
Sei finalista al
Premio Zocca Giovani! Quindi…
“qualcuno deve aver
letto il mio romanzo...”
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